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Comunicato Stampa (05/04/2018)

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Comunicato Stampa relativo all'ampliamento dello STIR di Pianodardine.

 

COMUNICATO STAMPA
A quasi tre mesi dall’ultima conferenza dei servizi sull'ampliamento dello STIR di Pianodardine lunedì 9 aprile si terrà una nuova seduta presso gli uffici di Avellino della Regione Campania.
Avevamo già evidenziato a fronte della nostra partecipazione alle precedenti sedute di Conferenze dei Servizi sullo stesso tema, che l’impianto STIR di Pianodardine rappresenta una delle principali fonti di inquinamento per la Valle del Sabato, pertanto non consideriamo meritevole di valutazione positiva qualsiasi progetto di ristrutturazione o riorganizzazione, se non una definitiva delocalizzazione con successiva bonifica dell’area.
Nella Conferenza dei Servizi del 10 gennaio 2018 il progetto presentato da Irpiniambiente era stato considerato non meritevole di valutazione, pertanto gli elaborati tecnici proposti risultavano poco credibili nonostante le rassicurazioni relative alla non prevista realizzazione dell'impianto di compostaggio. Le valutazioni espresse dagli Enti evidenziavano molteplici e gravi criticità, in particolare il Professore Consulente per la Regione dell’Università di Napoli si ritrovava costretta a tenere una vera e propria lezione di progettazione di impianti per trattamento rifiuti, situazione questa percepita dai presenti molto imbarazzante nei confronti dei professionisti e dei rappresentanti legali e amministratori di Irpiniambiente, anch’essi presenti all’incontro.
Le osservazioni prodotte dal Comitato evidenziavano che nella Valle del Sabato debbano essere messe in atto politiche tese ad alleggerire lo stato di inquinamento presente, più volte certificato anche dai rilievi ARPAC e sul quale il CNR ha posto l'attenzione. Le caratteristiche orografiche della valle e determinate condizioni metereologiche impediscono la dispersione degli inquinanti. Ciò rende particolarmente grave la situazione per la salute di una vasta area di popolazione residente. Pertanto avevamo espresso in maniera chiara il nostro parere: nessun ampliamento né strutturale, né organizzativo, né riguardante particolari attività debba riguardare lo STIR di Pianodardine. L’area va risanata e restituita allo svolgimento di attività ecocompatibili, che certamente non devono comprendere il trattamento di rifiuti.
Vale la pena ricordare che la posizione di questo Comitato è perfettamente in linea con quanto, esattamente un anno fa (09.01.2017), i rappresentanti dei comuni della valle del Sabato in una riunione congiunta presso il comune di Montefredane, su proposta del sindaco Tropeano hanno espresso e cioè una netta contrarietà ad ogni ipotesi di ampliamento, chiedendo la delocalizzazione dello STIR e la messa in atto di tutta una serie di interventi tesi al recupero ambientale dell'area. Detti interventi venivano definiti dai rappresentanti dei comuni: emergenziali e improcrastinabili. Si ricorda ai sindaci interessati che quel verbale è successivamente stato trasformato in delibere dei rispettivi consigli comunali, votate all'unanimità. Pertanto c'è un impegno solenne dei vari consessi civici ad un'opposizione netta ad ogni ipotesi di ampliamento. Tale posizione ci aspettiamo che venga confermata in questa sede.
Aggiungevamo inoltre che il parere negativo espresso da questo Comitato si fondava anche sulla mancata assunzione dei doveri di istituto in capo alla ATO Rifiuti Irpino, unico soggetto legittimato, nonché abilitato all’iter autorizzativo del progetto, ad assumersi la responsabilità progettuale e delle scelte correlate allo STIR.
In conclusione il Comitato Salviamo la Valle del Sabato chiedeva alla Conferenza dei Servizi di escludere categoricamente la possibilità di esprimere un accomodante parere favorevole con eventuali prescrizioni.
Ci auguravamo piuttosto di ricevere quanto prima un invito a partecipare ad una nuova Conferenza dei Servizi dove venisse proposto da chi di competenza un serio progetto di bonifica dell’area dello STIR, nonché di quelle adiacenti, con definitiva delocalizzazione in altri luoghi delle attività finora svolte.
Dalla documentazione prodotta per la Conferenza dei Servizi di lunedì 9 aprile, viene ancora confermato un approccio molto approssimativo alla soluzione del problema di Irpiniambiente, perché in realtà di questo si tratta, di un problema di un’azienda che mira ai propri interessi imprenditoriali lasciando in secondo piano i problemi della salute e del territorio. Ciò è evidenziato da quanto riportato nei punti di risposta al rapporto tecnico istruttorio dell’Università, dove è possibile leggere solo impegni generici. Quindi solo ed esclusivamente buone intenzioni, per noi inutili chiacchiere per niente credibili e soprattutto mortificanti nei confronti di cittadini già tanto turbati ma di sicuro non rassegnati.
Siamo quindi ancora di fronte ad un progetto confuso in cui non si capisce come verranno stoccate le notevoli quantità di rifiuti pericolosi. Da un esame del progetto si passa dai 116.100 tonnellate all'anno di rifiuti in ingresso, precedentemente autorizzate, a più di 200 mila tonnellate, compreso lo stoccaggio dell'umido. Quindi più che un ampliamento è un raddoppio. La frazione umida che dovrebbe essere stoccata in cassoni a tenuta stagna viene invece accumulata all'interno di capannoni con le solite problematiche di esalazioni maleodoranti. Tutti i capannoni dovrebbero lavorare in condizione di depressurizzazione, invece non leggiamo nessuna traccia di ciò e, cosa gravissima, sono previste tettoie all'aperto per stoccare i rifiuti, cosa che non dovrebbe essere consentita nemmeno in aperta campagna. Lo studio della dispersione degli odori mette in evidenza come una vasta area del territorio circostante può essere coinvolta. Il progetto prevede il raddoppio del consumo di energia elettrica proprio a dimostrazione dell'ampliamento di attività. Non si capisce come i numerosi e diversi codici che intendono farsi autorizzare possano poi corrispondere ad una corretta e non caotica metodica di stoccaggio.
 Si rafforza dunque in noi il convincimento che quanto si vuole realizzare non solo non è compatibile col contesto urbano in cui insiste lo Stir, ma non sarebbe realizzabile nemmeno in una landa desolata.   
 Auspichiamo, insomma, che quanto già deciso dai vari consigli comunali (Avellino in primis) non venga sconfessato dai soggetti istituzionali presenti al tavolo.

Manocalzati, 05 Aprile 2018.

Il Presidente
Franco Mazza
 
 

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